Biblioteca civica "Falco Marin" Grado

A noi è piaciuto

Proposte di libri letti da noi...

Ogni mese le vostre bibliotecarie condivideranno con voi i libri che le hanno emozionate, fatte sorridere, viaggiare...

 

 

 

PER IL MESE DI settembre

LA BIBLIOTECA DI GRADO VI PROPONE...

 

 

I pesci non chiudono gli occhi / Erri De Luca

 

 

 

Il mare una spiaggia una lunga estate. C'è un ragazzo che sta prendendo le misure dell'esistere e del sentire. La vita scuote il petto, forza lacrime dagli occhi. È strano come tutto sia fuori misura nell'orizzonte che gli si apre davanti. Gli affetti sono radicati nel perimetro familiare ma appena un po' più in là c'è il mondo.

E il mondo è anche il mestiere antico della pesca. E con la tecnica di come i pesci possono abboccare o entrare nella rete arriva la saggezza virile di chi conosce l'arte e la passa con naturale e ruvida generosità.

Il tempo estivo, nervoso e lento, fra le barche rovesciate di Ischia, fra la tentazione della luce e quella dell'ombra arriva anche la voce di una donna e con lei il mistero del corpo e del desiderio.

Tutto ciò accade perché la formazione del ragazzo si compia.

 

 

  • PERCHÉ CI È PIACIUTO
 

Un racconto autobiografico, un tuffo nell’estate degli anni ’60, un’avventura estiva intervallata da pensieri, dalla stessa presenza dell’autore che oggi scrive, sale su un palco a strimpellare la chitarra, assiste alla morte dei genitori.
Quell’estate avrebbe dovuto essere come le altre, caldissima, solitaria, rifugiata nel nuoto e nella parole crociate, nella madre e nel mondo della pesca silenzioso, ruvido, generoso e saggio.
Innanzitutto, è un’estate che lo vede testimone della tacita frattura tra i genitori, affronta il dramma familiare, la sincera distanza tra le ragioni della madre e quelle del padre.
Ma questa lunga vacanza mette a dura prova il corpo. Dieci anni sono una tappa importante nella vita di un individuo: per la prima volta la propria età si scrive con due cifre sancendo il passaggio il passaggio all’adolescenza. «L’infanzia smette ufficialmente quando si aggiunge il primo zero», un passaggio apparentemente formale, ma in realtà pieno di trasformazioni.
Il corpo è tormentato, spinto al limite: l’impazienza dell’attesa che brulica senza sosta, cerca di plasmare la forma fino a romperla. La maturità fatica a trovare spazio in un corpo che non vuole adeguarsi. La crescita di un solo centimetro è una conquista, accanto alla ragazzina il corpo è un’officina in piena attività, un tumulto di sensazioni; comporta l’iniziazione verso affetti sconosciuti: l’amore non ha connotazioni precise, non è carnale, è lieve ma forte, fa compiere alle persone azioni impensabili. «Nei libri c’era traffico fitto intorno al verbo amare», un verbo oscuro al bambino. Le sue mani conoscono solo il mare e scoprono il verbo mantenere che comporta una promessa, tenersi per mano preludio dell’amore.
È un’amicizia che ridisegna il termine giustizia, «un vocabolo femminile», urgente, capace di far male. E il bambino ne avrà dimostrazione sulla propria pelle di questo nuovo significato.
La voce del bambino-adulto ci accompagna in questa lettura “soffice”, poetica, viva di dialetto, quasi un canto pieno di ricordi e di mare.