Biblioteca civica "Falco Marin" Grado

A noi è piaciuto

Proposte di libri letti da noi...

Ogni mese le vostre bibliotecarie condivideranno con voi i libri che le hanno emozionate, fatte sorridere, viaggiare...

 

 

 

PER IL MESE DI SETTEMBRE

LA BIBLIOTECA DI GRADO VI PROPONE...

 

KILL ALL ENEMIES

Melvin Burgess

 

Billie difende Rob fuori dalla scuola. Non è certo una che difende gli altri, ma essere picchiati per una maglietta non le sembra affatto ragionevole quindi, senza sapere nemmeno bene il perché, prende le difese di quello sfigato che indossa una maglietta oscena dei Metallica e smarrisce i bulli. I bulli come lei, del resto.

Chris se la prende con un ragazzino che, senza motivi apparenti, si diverte a schiacciare senza pietà plotoni di lumache che, senza fretta alcuna, stanno lì, a mucchi, su un marciapiede. Non che abbia particolarmente a cuore il destino delle lumache sulla Terra ma… che bisogno c’è di ucciderle tutte, così, senza pietà? Eppure quel ragazzino sembra godere in maniera perversa di tutto quel cic ciac. È evidente che il moccioso debba essere punito, e Chris è lì per quello. Rob, visto che si trova lì e visto che il ragazzino è suo fratello, non può fare altro che difenderlo.

Questi sono Billie, Chris e Rob. La pazza, il nullafacente, il ciccione. Il loro è un grido d'aiuto spesso muto, trattenuto, soffocato. Un silenzio assordante.
Billie, una corazza di rabbia a protezione di un corpo di cristallo. Forte, indistruttibile, aggressiva, eppure quando qualcuno offende quella madre che l'ha abbandonata per annegare nell'alcool lei si distrugge. Per una donna che l'ha fatta crescere troppo in fretta, costringendola a portare avanti una famiglia lei va in mille pezzi.

“La prigione, il suicidio, la droga, la prostituzione; sono tutti lì che l'aspettano. Sono così tante le mani che cerano di afferrarla, così tante che lei non riesce a capire quali siano quelle giuste. “

Chris è il tipico ragazzo incompreso, quello che ti può ferire con le parole o con l'indifferenza. Quello che non da soddisfazioni ai genitori e che se un giorno difende un debole, il giorno dopo lo schernisce. 

Rob è la “solita” vittima. Facile scagliarsi contro la palla di lardo, il grassone, il molliccio, lo sfigato per   definizione. Robbie viene deriso e picchiato e poi se ne torna a casa con la coda tra le gambe, dove può    mettersi la musica nelle orecchie a massimo volume e chiudere il mondo fuori dalla sua stanza. Un mondo fatto di una madre che non sceglie per il suo bene, un patrigno che lo disprezza e un fratellastro da proteggere. Un mondo da cui si può difendere solo con la sua fantastica maglietta capace di fargli bruciare la pelle quando la indossa: uno scheletro a cavallo di una moto e parole vietate in un'istituzione come la scuola. Parole che gli costeranno care. 

Billie, Chris e Rob sono tanto diversi quanto simili. Dipendono dal male, ma cercano il bene; sembrano coraggiosi, ma hanno paura di tutto.

 

 

  • PERCHÉ CI È PIACIUTO

    Un colpo allo stomaco, alle costole, alla schiena. Un colpo al cuore. Una serie infinita di pugni, veri e non. Una voragine di disperazione. Un fuoco rosso di rabbia e una vita che quasi mai, sembra andare per il verso giusto. Una spirale di azioni sbagliate, una dietro l’altra, come un in un tunnel che non ha mai fine.

    Spietato, politicamente scorretto, ruvido, fastidioso e anche un po’ furbo. In questo romanzo i giovani protagonisti inconsapevolmente si scambiano  continuamente il ruolo di distruttore e redentore  dell’altro. Condanna e salvezza. Causa ed effetto  della sofferenza altrui.  Le storie di Billie, Chris e Rob sono le storie di tutti; Melvin Burgess le narra con uno stile asciutto e agghiacciante che ti accartoccia il cuore.  Quando succede, basta dare un'occhiata alla copertina: raffigura un ragazzo di profilo, dall'aria seccata, arrabbiata; eppure sul suo collo si posano delle farfalle, sta germogliando qualcosa, un seme caduto sulla terra buona sta dando un frutto.